Malattie Infettive — Guida allo Studio

MEP 2491 Malattie Infettive, Università degli Studi di Padova

Author

Prof. Russell E. Lewis

Published

June 17, 2026

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1 Come Utilizzare Questa Guida

Questa guida sintetizza i concetti chiave delle lezioni e dei capitoli relativi a cinque argomenti fondamentali del corso MEP 2491 Malattie Infettive. Utilizzatela come complemento alle slide delle lezioni e ai materiali completi disponibili sul sito del corso.

Argomenti trattati:

  1. Principi di terapia antibiotica
  2. Allergie agli antibiotici
  3. Ospite immunocompromesso e rischio infettivo
  4. Neutropenia febbrile
  5. Infezioni fungine invasive

2 Principi di Terapia Antibiotica

2.1 Meccanismi d’Azione

Gli antibiotici agiscono su processi essenziali della cellula batterica:

Bersaglio Meccanismo Classi di Antibiotici
Parete cellulare Inibizione della sintesi del peptidoglicano β-lattamici (penicilline, cefalosporine, carbapenemi), glicopeptidi (vancomicina, teicoplanina)
Sintesi proteica Inibizione dei ribosomi batterici (30S o 50S) Aminoglicosidi, macrolidi, tetracicline, linezolid, clindamicina
Acidi nucleici Inibizione della DNA-girasi o della RNA-polimerasi Fluorochinoloni, rifampicina
Metabolismo dei folati Inibizione della sintesi dell’acido folico Trimetoprim-sulfametossazolo (TMP-SMX)
Membrana cellulare Destabilizzazione della membrana batterica Polimixine (colistina), daptomicina

2.2 Farmacocinetica e Farmacodinamica (PK/PD)

L’efficacia degli antibiotici dipende dalla relazione tra le concentrazioni del farmaco e la concentrazione minima inibente (MIC) del patogeno. Esistono tre parametri PK/PD fondamentali:

2.2.1 Uccisione tempo-dipendente (β-lattamici)

  • L’efficacia dipende dalla durata in cui la concentrazione libera del farmaco supera la MIC (fT>MIC)
  • Strategia ottimale: infusione prolungata o continua
  • Esempio: meropenem 1-2 g ogni 8 ore in infusione prolungata (3-6 ore)

2.2.2 Uccisione concentrazione-dipendente (aminoglicosidi)

  • L’efficacia dipende dal rapporto picco/MIC (Cmax/MIC)
  • Strategia ottimale: somministrazione in dose unica giornaliera
  • Esempio: gentamicina 5-7 mg/kg una volta al giorno

2.2.3 Uccisione AUC-dipendente (fluorochinoloni, vancomicina)

  • L’efficacia dipende dall’esposizione totale (AUC/MIC)
  • Strategia: ottimizzare la dose giornaliera totale
TipPunto Chiave per lo Studio

Abbinate sempre il parametro PK/PD alla classe di antibiotico — questo determina la strategia di dosaggio ottimale. Non è sufficiente conoscere la MIC: fattori dell’ospite (funzionalità renale, legame proteico, sede dell’infezione) influenzano se il farmaco raggiunge concentrazioni efficaci nel sito d’infezione.

2.3 Test di Sensibilità Antimicrobica

I metodi principali includono:

  • Diffusione su disco (Kirby-Bauer): misura il diametro dell’alone di inibizione
  • Microdiluizione in brodo: determina la MIC esatta
  • Sistemi automatizzati: VITEK, Phoenix — ampiamente usati nei laboratori clinici
  • E-test: striscia a gradiente che fornisce la MIC su piastra

2.3.1 Breakpoint e Interpretazione

I breakpoint EUCAST (standard europeo) classificano i microrganismi come:

Categoria Significato
S (Sensibile) Elevata probabilità di successo terapeutico con dosaggio standard
I (Sensibile con aumentata esposizione) Successo probabile con dosaggio ottimizzato (dose più alta o infusione prolungata)
R (Resistente) Elevata probabilità di fallimento terapeutico
NoteNota Clinica

I breakpoint clinici EUCAST differiscono dai valori di cutoff epidemiologico (ECOFF). L’ECOFF separa la popolazione batterica wild-type da quella con meccanismi di resistenza acquisita, ma non implica necessariamente fallimento clinico.

2.4 Monitoraggio Terapeutico dei Farmaci (TDM)

Il TDM è essenziale per farmaci con indice terapeutico ristretto:

Farmaco Parametro Monitorato Range Terapeutico
Vancomicina AUC/MIC (obiettivo AUC 400-600) Valle: 15-20 μg/mL (approccio tradizionale)
Aminoglicosidi Picco e valle Picco: 20-35 μg/mL (amikacina); Valle: <1 μg/mL
Voriconazolo Concentrazione di valle 1-5 μg/mL
Posaconazolo Concentrazione di valle >1 μg/mL (profilassi); >1,25 μg/mL (trattamento)

2.5 Punti Chiave da Ricordare

ImportantConcetti Fondamentali
  1. La MIC da sola è insufficiente per prevedere l’esito — è necessario integrare con i parametri PK/PD e i fattori dell’ospite
  2. L’infusione prolungata dei β-lattamici migliora il raggiungimento degli obiettivi farmacodinamici, particolarmente nei pazienti critici
  3. Il TDM è obbligatorio per vancomicina, aminoglicosidi e azoli antifungini
  4. La scelta empirica deve basarsi su epidemiologia locale (antibiogramma istituzionale) e fattori di rischio del paziente per microrganismi resistenti

3 Allergie agli Antibiotici

3.1 Classificazione Immunologica (Gell e Coombs)

Le reazioni di ipersensibilità ai farmaci si classificano in quattro tipi:

Tipo Meccanismo Tempo di Insorgenza Manifestazioni Cliniche
Tipo I (IgE-mediata, immediata) Degranulazione dei mastociti mediata da IgE Minuti — 1 ora Orticaria, angioedema, broncospasmo, anafilassi
Tipo II (citotossica) Anticorpi IgG/IgM diretti contro cellule Ore — giorni Citopenie farmaco-indotte (anemia emolitica, trombocitopenia, neutropenia)
Tipo III (immunocomplessi) Deposito di immunocomplessi 1-3 settimane Malattia da siero, vasculite, febbre da farmaco
Tipo IV (cellulo-mediata, ritardata) Linfociti T attivati Ore — settimane Esantema maculopapulare, SJS/TEN, DRESS, dermatite da contatto

3.2 Allergia alla Penicillina

3.2.1 Epidemiologia

  • Riportata da circa il 10% dei pazienti, ma oltre il 90% non risulta veramente allergico alla valutazione formale
  • La maggior parte delle reazioni non è IgE-mediata o riflette eventi passati che non conferiscono più rischio attuale
  • L’etichetta errata di “allergico alla penicillina” porta all’uso di antibiotici a spettro più ampio, più costosi e spesso meno efficaci

3.2.2 Reattività Crociata

WarningConcetto Chiave

La reattività crociata tra penicilline e cefalosporine dipende dalla catena laterale R1 condivisa, NON dall’anello β-lattamico stesso.

Combinazione Rischio di Reattività Crociata
Aminopenicilline (amoxicillina, ampicillina) ↔︎ cefalosporine di I/II generazione con catena laterale simile (cefalexina, cefaclor) Più elevato
Penicilline ↔︎ cefalosporine di III/IV generazione Basso (1-2%)
Penicilline ↔︎ carbapenemi Molto basso (<1%)
Penicilline ↔︎ aztreonam Trascurabile (struttura diversa)

3.2.3 Strategie di De-labeling (Rimozione dell’Etichetta)

L’obiettivo è identificare i pazienti falsamente etichettati come allergici e rimuovere l’etichetta in sicurezza:

  1. Anamnesi dettagliata: Tipo di reazione, tempo di insorgenza, gravità, tempo trascorso dall’evento
  2. Stratificazione del rischio:
    • Basso rischio: reazioni non gravi, >10 anni fa, sintomi vaghi → challenge diretto con amoxicillina orale
    • Rischio intermedio: orticaria isolata, <10 anni fa → test cutaneo (prick + intradermo) seguito da challenge orale
    • Alto rischio: anafilassi documentata, reazione recente → test cutaneo completo (determinanti maggiori e minori) + challenge graduato in ambiente protetto
  3. Test cutanei: Prick test e test intradermico con penicilloil-polilisina (determinante maggiore) e penicillina G (determinante minore)
  4. Challenge orale con amoxicillina: Dose test seguita da dose terapeutica completa sotto osservazione
TipImpatto Clinico del De-labeling

La rimozione di un’etichetta errata di allergia alla penicillina:

  • Riduce l’uso di antibiotici a spettro ampio (vancomicina, fluorochinoloni, carbapenemi)
  • Diminuisce il rischio di infezione da Clostridioides difficile
  • Riduce i costi sanitari
  • Migliora gli esiti clinici

3.3 Reazioni Avverse Gravi ai Farmaci

3.3.1 Sindrome di Stevens-Johnson (SJS) e Necrolisi Epidermica Tossica (TEN)

  • Reazione di tipo IV grave con necrosi epidermica
  • SJS: <10% della superficie corporea coinvolta; TEN: >30%
  • Farmaci più frequentemente implicati: sulfonamidi, anticonvulsivanti, FANS, allopurinolo, antibiotici β-lattamici
  • Controindicazione assoluta alla riesposizione al farmaco causale

3.3.2 DRESS (Drug Reaction with Eosinophilia and Systemic Symptoms)

  • Insorgenza ritardata (2-8 settimane dall’inizio del farmaco)
  • Eruzione cutanea diffusa + eosinofilia + coinvolgimento d’organo (fegato, reni, polmoni)
  • Riattivazione di HHV-6 frequentemente associata
  • Trattamento: sospensione immediata del farmaco + corticosteroidi

4 Ospite Immunocompromesso e Rischio Infettivo

4.1 Stato Netto di Immunosoppressione

Il concetto di “stato netto di immunosoppressione” (Rubin) rappresenta un composito di molteplici fattori che contribuiscono al rischio infettivo:

  • Malattia di base: malattie autoimmuni, insufficienza d’organo avanzata, neoplasie
  • Trattamento immunosoppressivo: tipo, dose, durata
  • Comorbidità: diabete, malnutrizione, obesità, ipogammaglobulinemia
  • Infezioni concomitanti: CMV, EBV, HIV (causano immunosoppressione secondaria)
  • Integrità delle barriere: mucosite, dispositivi intravascolari
  • Età: gli anziani hanno risposte immunitarie ridotte
NoteConcetto Clinico

Non esiste un singolo test diagnostico che quantifichi in modo affidabile il grado di immunosoppressione di un individuo. La valutazione clinica deve integrare tutti i fattori sopra elencati.

4.2 Prevalenza dell’Immunocompromissione

  • Si stima che il 6% della popolazione negli Stati Uniti e il 4-6% nelle popolazioni dell’Europa occidentale sia immunocompromesso
  • Il 2,8% della popolazione soddisfa i criteri per immunosoppressione farmaco-indotta
  • Le condizioni che definiscono un’immunocompromissione moderata-grave includono:
    • Trattamento attivo per neoplasie solide o ematologiche
    • Terapia immunosoppressiva per trapianto d’organo solido
    • Trapianto di cellule staminali ematopoietiche (HSCT) o terapia con cellule CAR-T
    • Immunodeficienza primitiva moderata-grave
    • HIV avanzato o non trattato
    • Corticosteroidi ad alte dosi (≥20 mg/die di prednisone equivalente)

4.3 Componenti della Difesa Immunitaria

4.3.1 Immunità Innata

Cellule Funzione Principale Patogeni Bersaglio
Neutrofili (PMN) Fagocitosi, killing intracellulare, NET Batteri, funghi
Monociti/Macrofagi Fagocitosi, presentazione dell’antigene, citochine Patogeni intracellulari
Cellule NK Citotossicità naturale Cellule infettate da virus, cellule tumorali
Piastrine Ruolo emergente nella difesa antimicrobica Batteri, funghi (lieviti e muffe)

4.3.2 Immunità Adattativa

  • Immunità cellulare (linfociti T): Fondamentale per il controllo dei patogeni intracellulari (micobatteri, virus, funghi, Pneumocystis, Toxoplasma). La formazione del granuloma dipende dai linfociti T CD4+ e dall’interferone-γ.
  • Immunità umorale (linfociti B e anticorpi): Essenziale per l’opsonizzazione e l’eliminazione dei batteri capsulati (S. pneumoniae, H. influenzae, N. meningitidis)
  • Complemento: Via di attivazione classica e alternativa; importante per l’opsonizzazione e la lisi batterica
  • Milza: Filtro per batteri capsulati; la splenectomia aumenta il rischio di infezioni fulminanti

4.4 Difetti Immunitari e Patogeni Associati

Difetto Patogeni Principali
Neutropenia S. aureus, E. coli, P. aeruginosa, Klebsiella, streptococchi viridanti, Candida spp.
Deficit dell’immunità cellulare Herpesvirus, CMV, Listeria, Nocardia, M. tuberculosis, Pneumocystis jirovecii, Aspergillus, Cryptococcus, Toxoplasma
Deficit dell’immunità umorale S. pneumoniae, H. influenzae, norovirus, HBV, Campylobacter
Asplenia S. pneumoniae, H. influenzae, N. meningitidis, Capnocytophaga canimorsus
Danno tegumentario (cute, mucose, cateteri) Stafilococchi coagulasi-negativi, S. aureus, Candida spp., P. aeruginosa

4.5 Terapie Mirate e Rischio Infettivo

Farmaco Meccanismo Infezioni Chiave
Rituximab (anti-CD20) Deplezione dei linfociti B Riattivazione HBV, leucoencefalopatia multifocale progressiva (PML)
Ibrutinib (inibitore BTK) Inibizione del segnale dei linfociti B Aspergillosi invasiva (soprattutto con steroidi concomitanti)
Ruxolitinib (inibitore JAK-STAT) Soppressione delle citochine proinfiammatorie Riattivazione TBC, riattivazione HBV
Idelalisib (inibitore PI3K) Inibizione del segnale linfocitario Polmonite da Pneumocystis jirovecii
Alemtuzumab (anti-CD52) Deplezione profonda di T e B Infezioni opportunistiche multiple, effetto prolungato

4.6 Tipi di Trapianto e Onere Immunosoppressivo

Tipo di HSCT Immunosoppressione Rischio Infettivo
Autologo Moderata; recupero in settimane Inferiore
Allogenico da donatore correlato HLA-identico Grave; profilassi GvHD prolungata Elevato
Allogenico da donatore non correlato (MUD) Molto grave; rischio GvHD maggiore Molto elevato
Aploidentico Molto grave; deplezione T-cellulare intensiva Molto elevato
Cordone ombelicale Molto grave; ricostituzione immune ritardata Molto elevato

4.7 Tempistica delle Infezioni Post-Trapianto

Periodo Infezioni Principali
Primi 30 giorni Infezioni del sito chirurgico, batteriemie da catetere, riattivazione HSV, infezioni dal donatore
1-6 mesi CMV, Pneumocystis, Aspergillus, virus BK, infezioni comunitarie
>6 mesi Infezioni comunitarie predominano; CMV tardivo, malattia linfoproliferativa EBV-associata

4.8 Strategie di Prevenzione

4.8.1 Screening Pre-Immunosoppressione

Patogeno Test Azione se Positivo
M. tuberculosis IGRA (QuantiFERON) o Mantoux Profilassi con isoniazide o rifampicina
Virus dell’epatite B HBsAg, anti-HBc, anti-HBs Profilassi antivirale (entecavir o tenofovir)
Virus dell’epatite C Anti-HCV, HCV RNA Trattamento prima dell’immunosoppressione
HIV Test Ag/Ab di IV generazione Ottimizzazione della terapia antiretrovirale
Strongyloides stercoralis Sierologia (regioni endemiche) Ivermectina
Virus varicella-zoster Sierologia IgG Vaccinazione se sieronegativo ≥4 settimane prima

4.8.2 Profilassi Antimicrobica — Schema Riassuntivo

Difetto Antibatterica Antifungina Antivirale Altro
Neutropenia prolungata (>7 gg) Levofloxacina† Posaconazolo (alto rischio) o fluconazolo Aciclovir (HSV) G-CSF se neutropenia prolungata
Deficit T-cellulare TMP-SMX (PCP, Nocardia, Toxoplasma) Posaconazolo o voriconazolo Letermovir o valganciclovir (CMV); aciclovir (HSV/VZV) Screening LTBI, Strongyloides; sorveglianza CMV PCR
Deficit umorale / B-cellulare TMP-SMX; azitromicina per batteri capsulati Non routinaria Aciclovir IVIG se IgG <400 mg/dL con infezioni ricorrenti
Asplenia Penicillina V o amoxicillina (spesso a vita) Non routinaria Non routinaria Vaccini PCV20, MenACWY+MenB, Hib; scorta antibiotica d’emergenza

†La profilassi con fluorochinoloni è controversa per il rischio di selezione di microrganismi resistenti.

4.8.3 Profilassi Anti-CMV: Strategia Universale vs. Preemptiva

  • Profilassi universale: Somministrazione dell’antivirale per un periodo definito a tutti i pazienti ad alto rischio. Letermovir preferito per HSCT allogenici CMV-sieropositivi; valganciclovir per trapiantati d’organo solido.
  • Terapia preemptiva: Sorveglianza regolare con CMV PCR (ogni 1-2 settimane); trattamento avviato quando la carica virale supera una soglia predefinita. Riduce l’esposizione antivirale totale ma richiede monitoraggio laboratoristico rigoroso.

4.8.4 Vaccinazione

WarningRegola Fondamentale

I vaccini vivi attenuati (MPR, varicella, febbre gialla) sono controindicati durante l’immunosoppressione significativa per il rischio di disseminazione del ceppo vaccinale. Completare la vaccinazione almeno 2-4 settimane prima dell’immunosoppressione quando possibile.

  • I riceventi di HSCT devono essere completamente rivaccinati dopo il trapianto, indipendentemente dalla storia vaccinale precedente
  • I vaccini vivi possono essere somministrati solo ≥24 mesi post-HSCT, senza immunosoppressione attiva, senza GvHD e con CD4 ≥200 cellule/μL

5 Neutropenia Febbrile

5.1 Definizioni

  • Neutropenia: Conta assoluta dei neutrofili (ANC) <500 cellule/mm³ o prevista in diminuzione a <500 nelle successive 48 ore
    • ANC = Leucociti totali × (% segmentati + % bande)
    • Neutropenia profonda: ANC <100 cellule/mm³
  • Febbre: Singola misurazione ≥38,5°C (orale/ascellare) OPPURE due misurazioni ≥38,0°C a distanza di ≥1 ora
ImportantEmergenza Medica

La neutropenia febbrile è un’emergenza medica. Qualsiasi ritardo nella somministrazione degli antibiotici aumenta la mortalità. La febbre può essere l’unico segno di un’infezione potenzialmente letale nel paziente neutropenico.

5.2 Segni Clinici Attenuati nella Neutropenia

Un concetto fondamentale: i segni classici di infezione sono marcatamente attenuati nella neutropenia profonda perché i neutrofili sono necessari per generare la risposta infiammatoria.

Segno Clinico ANC <100 ANC >1000
Febbre 98% 76%
Fluttuanza (ascessi) 6% 52%
Essudato 11% 91%
Escreato purulento 8% 84%
Piuria 11% 97%

5.3 Fonti e Patogenesi dell’Infezione

5.3.1 Barriera Mucosa Intestinale

  • La chemioterapia danneggia l’epitelio intestinale (mucosal barrier injury)
  • La traslocazione batterica dal tratto gastrointestinale è la principale fonte di batteriemia
  • Patogeni che traslocano: Enterobacterales, Enterococcus spp., streptococchi viridanti, Candida spp.
  • La disbiosi da antibiotici aumenta il rischio di infezione da Clostridioides difficile

5.3.2 Cateteri Venosi Centrali

  • Formazione di biofilm → ingresso di microrganismi nel torrente ematico
  • Il ruolo dei CVC nella batteriemia potrebbe essere sovrastimato: studi recenti suggeriscono che il 40-50% delle batteriemie nel paziente oncologico sia di origine endogena intestinale

5.4 Sequenza delle Infezioni Durante la Neutropenia

Fase Tempistica Patogeni
Fase I Giorni 1-10 Stafilococchi coagulasi-negativi, Enterobacterales, streptococchi viridanti, HSV, ± Candida
Fase II Giorni 10-27 Fase I + MRSA, VRE, gram-negativi resistenti, Stenotrophomonas maltophilia
Fase III >27 giorni Fase I e II + muffe invasive (Aspergillus, Mucorales, Fusarium)

5.5 Rischio per Tipo di Neoplasia

Malattia Livello di Rischio
Leucemia mieloide acuta (LMA) — induzione Più elevato
LLA ad alto rischio, leucemia in recidiva Elevato
LLA a basso rischio, LLC, mieloma Moderato
Linfoma non-Hodgkin Inferiore
Tumori solidi Più basso

5.6 Stratificazione del Rischio

5.6.1 Punteggio MASCC

Il Multinational Association for Supportive Care in Cancer (MASCC) identifica i pazienti a basso rischio:

Variabile Punti
Sintomi lievi o assenti 5
Sintomi moderati 3
Assenza di ipotensione 5
Assenza di BPCO 4
Tumore solido / nessuna infezione fungina precedente 4
Paziente ambulatoriale 3
Assenza di disidratazione 3
Età <60 anni 2

Punteggio >21 = Basso rischio (potenzialmente trattabile in ambulatorio con terapia orale)

5.6.2 Punteggio CISNE

Particolarmente utile per pazienti con tumori solidi clinicamente stabili:

Variabile Punti
ECOG PS ≥2 2
Iperglicemia da stress 2
BPCO 1
Malattia cardiovascolare 1
Mucosite grado ≥2 1
Monociti <200/μL 1

Punteggio ≥3 = Alto rischio

5.7 Strategia Terapeutica Empirica

5.7.1 Strategia di Escalation (paziente stabile, basso rischio MDR)

Giorno 0:

  • Monoterapia con β-lattamico anti-Pseudomonas:
    • Piperacillina-tazobactam 4,5 g ogni 6-8 ore (infusione prolungata)
    • Cefepime 2 g ogni 8 ore
    • Ceftazidime 2 g ogni 8 ore

Giorno 2-4 (se necessario):

  • Aggiungere vancomicina se sospetta infezione cutanea/da catetere
  • Passare a carbapenema anti-Pseudomonas ± aminoglicoside se sepsi
  • Aggiungere antifungino se febbre persistente

5.7.2 Strategia di De-escalation (paziente instabile o colonizzazione MDR)

Giorno 0:

  • Carbapenema (meropenem 1-2 g ogni 8 ore) ± aminoglicoside
  • O terapia mirata basata sui dati di colonizzazione

Giorno 2-4:

  • De-escalare sulla base dei risultati colturali
  • Sospendere aminoglicoside se non necessario
  • Restringere lo spettro se patogeno identificato
TipPerla Clinica

L’infusione prolungata/continua dei β-lattamici migliora il raggiungimento degli obiettivi farmacodinamici (tempo sopra la MIC) e può migliorare gli esiti clinici nei pazienti neutropenici.

5.7.3 Uso dei Glicopeptidi (Copertura MRSA)

Aggiungere vancomicina o alternativa per:

  • Sospetta infezione da catetere
  • Infezione della cute/tessuti molli
  • Colonizzazione nota da MRSA
  • Sepsi grave con ipotensione
  • Polmonite
  • Precedente infezione da MRSA

Sospendere dopo 48-72 ore se nessun patogeno gram-positivo identificato.

5.7.4 Durata della Terapia

  • Febbre di origine sconosciuta: Se afebbrile da 48-72 ore e clinicamente stabile → considerare la sospensione
  • Infezione documentata: Guidata dal patogeno, sede e risposta clinica
  • Febbre persistente ≥4 giorni con antibiotici empirici: Considerare l’aggiunta di terapia antifungina con attività anti-muffe

5.8 Profilassi

5.8.1 Profilassi Antibatterica

Vantaggi Svantaggi
Riduce gli episodi febbrili Aumento delle resistenze (selezione di ESBL)
Riduce le batteriemie Nessun beneficio sulla mortalità (dati recenti)
Somministrazione orale Interazioni farmacologiche, prolungamento QT

5.8.2 Profilassi Antifungina

  • Quando usare profilassi con attività anti-muffe: Incidenza attesa di IFD >8%, induzione LMA/SMD, LLA ad alto rischio, leucemia in recidiva
  • Posaconazolo (compresse a rilascio ritardato): 300 mg BID il giorno 1, poi 300 mg/die — riduce l’incidenza di micosi invasive dall’8% al 2% (NNT 16)
WarningInterazioni Farmacologiche

Posaconazolo è un potente inibitore del CYP3A4. Le interazioni con farmaci antileucemici (venetoclax, midostaurin) e agenti più vecchi (alcaloidi della vinca) possono essere problematiche e richiedere riduzione delle dosi.

5.8.3 Profilassi Anti-PCP

  • Indicazioni: LLA, terapie con fludarabina/alemtuzumab/idelalisib, corticosteroidi ≥10-20 mg/die per ≥4 settimane, CD4 <200/μL
  • Prima scelta: TMP-SMX 160/800 mg tre volte alla settimana
  • Alternative: Dapsone, atovaquone, pentamidina in aerosol

5.8.4 Profilassi Antivirale

  • HSV/VZV: Aciclovir 800 mg BID o valaciclovir 500 mg BID per pazienti sieropositivi
  • HBV: Screening di tutti i pazienti prima della chemioterapia (HBsAg e anti-HBc). Entecavir o tenofovir per HBsAg-positivi. Continuare 6-18 mesi dopo la chemioterapia.
ImportantRiattivazione dell’HBV

La riattivazione dell’HBV è frequente nei pazienti oncologici e può verificarsi anche in quelli con infezione risolta (HBsAg negativo, anti-HBc positivo), particolarmente dopo rituximab (fino al 40%). La profilassi antivirale è essenziale.


6 Infezioni Fungine Invasive

6.1 Panoramica e Impatto Globale

  • Oltre 1 milione di decessi all’anno da infezioni fungine invasive nel mondo
  • Le infezioni fungine uccidono più persone della malaria e sono equivalenti ai decessi per tubercolosi
  • Il carico è probabilmente sottostimato per le difficoltà diagnostiche

6.1.1 Lista dei Patogeni Fungini Prioritari dell’OMS (2022)

Priorità Critica Alta Priorità Media Priorità
Cryptococcus neoformans Nakaseomyces glabrata Coccidioides spp.
Candida auris Histoplasma spp. Pneumocystis jirovecii
Aspergillus fumigatus Mucorales Cryptococcus gattii
Candida albicans Fusarium spp. Talaromyces marneffei

6.2 Farmaci Antifungini — Meccanismi d’Azione

Classe Bersaglio Farmaci
Polieni Legame all’ergosterolo → formazione di pori nella membrana Amfotericina B (deossicolato, liposomiale)
Azoli Inibizione della lanosterolo 14-α-demetilasi (CYP51) → blocco sintesi ergosterolo Fluconazolo, voriconazolo, posaconazolo, isavuconazolo
Echinocandine Inibizione della β-1,3-glucano sintetasi → danno alla parete cellulare Caspofungina, micafungina, anidulafungina

6.3 Spettro di Attività Antifungina

Farmaco Candida Aspergillus Cryptococcus Mucorales
Fluconazolo ++ ++
Voriconazolo +++ +++ +
Posaconazolo +++ +++ + ++
Isavuconazolo +++ +++ + ++
Echinocandine +++ ++
Amfotericina B +++ ++ +++ +++
TipPerla Clinica — Distribuzione Tissutale

Le echinocandine hanno scarsa penetrazione nel SNC, nell’occhio e nelle urine — non devono essere usate come monoterapia per infezioni in queste sedi. Il fluconazolo ha la migliore penetrazione nel liquor e nel vitreo tra gli antifungini.

6.4 Candidiasi Invasiva

6.4.1 Epidemiologia e Fattori di Rischio

  • Infezione fungina invasiva più comune nel paziente ospedalizzato
  • C. albicans rimane la specie più frequente (40-60%) ma in diminuzione
  • Le specie non-albicans sono in aumento: C. glabrata (15-25%), C. parapsilosis (10-20%), C. tropicalis (5-10%)
  • Candida auris: minaccia emergente multiresistente

Fattori di rischio principali: neutropenia, cateteri venosi centrali, nutrizione parenterale totale, antibiotici a largo spettro, degenza in terapia intensiva >3 giorni, chirurgia addominale recente, corticosteroidi

6.4.2 Diagnosi

ImportantIl “50% Mancante”

Le emocolture rilevano solo circa il 50% dei casi di candidiasi invasiva. Sono necessari metodi diagnostici aggiuntivi.

Test Sensibilità Specificità Note
Emocolture ~50% Alta Gold standard ma sensibilità limitata
β-D-glucano 75-80% 80% Pan-fungino; falsi positivi con dialisi, garze chirurgiche
T2Candida Panel 91% 99% Diretto dal sangue; risultati rapidi
PCR Candida 85-95% 90-95% Non ancora standardizzata

6.4.3 Trattamento

Algoritmo decisionale:

  • Paziente instabile o precedente esposizione ad azoliEchinocandina (caspofungina 70 mg carico, poi 50 mg/die; micafungina 100 mg/die; anidulafungina 200 mg carico, poi 100 mg/die)
  • Paziente stabile senza precedente esposizione ad azoliFluconazolo 800 mg carico, poi 400 mg/die
  • Dopo identificazione della specie: adattare la terapia (es. continuare echinocandina per C. glabrata/C. krusei; considerare fluconazolo per C. parapsilosis)

Interventi essenziali:

  • Rimozione del catetere venoso centrale quando possibile — associata a migliori esiti
  • Esame del fondo oculare dilatato in tutti i pazienti con candidemia (endoftalmite nel 10-15%; le echinocandine non penetrano nel vitreo → necessario fluconazolo o voriconazolo)
  • Durata: 14 giorni dopo la prima emocoltura negativa e la risoluzione dei sintomi

6.5 Criptococcosi

6.5.1 Epidemiologia

  • ~220.000 casi di meningite criptococcica all’anno; ~180.000 decessi/anno
  • Causa principale di meningite negli adulti con HIV in Africa
  • Due specie principali: C. neoformans (immunocompromessi, distribuzione mondiale) e C. gattii (anche immunocompetenti, Pacifico nordoccidentale, Australia)

6.5.2 Fattori di Virulenza

  1. Capsula polisaccaridica: Antifagocitaria e immunomodulante
  2. Produzione di melanina: Protezione antiossidante
  3. Sopravvivenza intracellulare nei macrofagi: Meccanismo del “cavallo di Troia” per la penetrazione nel SNC
  4. Cellule Titan: Cellule giganti resistenti alla fagocitosi

6.5.3 Diagnosi

Test Sensibilità Specificità Note
CrAg sierico (lateral flow) 99% 99% Rapido, point-of-care; può essere positivo prima dei sintomi
CrAg nel liquor 99% 99% Conferma il coinvolgimento del SNC
India ink nel liquor 75-85% >95% Visualizza la capsula
Coltura del liquor 95% 100% Gold standard; richiede 3-7 giorni
TipScreening Raccomandato

Lo screening del CrAg sierico è raccomandato in tutti i pazienti HIV-positivi con CD4 <100 cellule/μL per identificare la malattia subclinica.

6.5.4 Trattamento (Regime AMBITION — Preferito)

Fase Regime Durata
Induzione Amfotericina B liposomiale 10 mg/kg dose singola + flucitosina 100 mg/kg/die + fluconazolo 1200 mg/die 2 settimane
Consolidamento Fluconazolo 800 mg/die 8 settimane
Mantenimento Fluconazolo 200 mg/die Fino a CD4 >100 per ≥3 mesi in ART

6.5.5 Gestione dell’Ipertensione Endocranica

WarningIntervento Critico

La gestione aggressiva dell’ipertensione endocranica è essenziale per la sopravvivenza. Se la pressione di apertura è >25 cm H₂O, eseguire punture lombari terapeutiche quotidiane per ridurre la pressione del 50% o a <20 cm H₂O.

I corticosteroidi sono associati a esiti peggiori — NON utilizzare. Anche acetazolamide e mannitolo sono inefficaci.

6.6 Aspergillosi Invasiva

6.6.1 Fattori di Rischio

  • Neutropenia grave e prolungata (≥3 settimane)
  • HSCT allogenico (soprattutto con GvHD)
  • Corticosteroidi ad alte dosi (≥0,5 mg/kg/die di prednisone equivalente)
  • Inibitori BTK (ibrutinib)
  • AIDS avanzato
  • Gruppi emergenti: BPCO con corticosteroidi, pazienti in terapia intensiva (influenza, COVID-19)

6.6.2 Progressione Temporale dell’Aspergillosi Angioinvasiva

Giorno Patologia Reperto TC Biomarcatori
0-3 Invasione ifale dei tessuti Macronodulo ± segno dell’alone GM può essere negativo
5-7 Emorragia, infarto Consolidamento denso GM sierico positivo
10-12 Necrosi estesa Segno ipodenso Carico fungino elevato
15-18 Recupero neutrofili, cavitazione Segno della mezzaluna aerea Può persistere

6.6.3 Diagnosi

  • TC torace: Segno dell’alone (opacità a vetro smerigliato attorno a un nodulo denso) è relativamente specifico nelle prime fasi; il segno della mezzaluna aerea è un reperto tardivo
  • Galattomannano (GM): Sensibilità 70-80% nel siero, 85-90% nel BAL. Falsi positivi possibili con piperacillina-tazobactam (formulazioni più vecchie), mucosite, reattività crociata con Fusarium/Histoplasma
  • Istologia: Ife settate con ramificazione ad angolo acuto (45°) — colorazioni PAS e GMS
  • β-D-glucano: Pan-fungino, meno specifico; utile in combinazione

6.6.4 Trattamento

Se NON in profilassi antifungina con attività anti-muffe:

  • Voriconazolo (carico: 6 mg/kg IV ogni 12h × 2 dosi; mantenimento: 4 mg/kg IV ogni 12h o 200-300 mg PO ogni 12h) — TDM raccomandato (target: 1-5 μg/mL)
  • Isavuconazolo (carico: 200 mg ogni 8h × 6 dosi; mantenimento: 200 mg/die) — meno interazioni farmacologiche
  • Posaconazolo (300 mg ogni 12h × 2 dosi, poi 300 mg/die)

Se breakthrough durante profilassi con posaconazolo:

  • Amfotericina B liposomiale (3-5 mg/kg/die) inizialmente
  • Rivalutare: livelli del farmaco, resistenza, diagnosi alternativa

Durata: Minimo 6-12 settimane; continuare fino alla risoluzione delle lesioni e al recupero dell’immunosoppressione

6.6.5 Resistenza agli Azoli

La resistenza ambientale dell’A. fumigatus (mutazioni TR34/L98H e TR46/Y121F/T289A) è in aumento globale a causa dell’uso di fungicidi agricoli. La prevalenza varia per regione (1-3% negli USA, fino al 30% in alcune regioni asiatiche). Considerare il test di sensibilità nei casi refrattari.

6.7 Mucormicosi

6.7.1 Fattori di Rischio

  • Chetoacidosi diabetica (fattore di rischio #1)
  • Neoplasie ematologiche con neutropenia
  • HSCT
  • Trapianto d’organo solido
  • Sovraccarico di ferro / terapia con deferoxamina (la deferoxamina agisce come sideroforo per il fungo)
  • Trauma, ustioni
  • COVID-19 (epidemia in India, 2021)

6.7.2 Presentazione Clinica

Forma Popolazione a Rischio Caratteristiche
Rinocerebrale Pazienti diabetici (DKA) Sinusite → dolore facciale → edema periorbitale → escara necrotica nera → invasione orbitaria/SNC
Polmonare Pazienti neutropenici Infiltrati nodulari, segno dell’alone inverso, versamento pleurico
Cutanea Trauma, ustioni Infezione necrotizzante dei tessuti molli

6.7.3 Diagnosi

ImportantLimitazioni Diagnostiche

Il β-D-glucano e il galattomannano NON rilevano i Mucorales. La negatività di questi test non esclude la mucormicosi.

  • Istologia: Ife larghe (6-16 μm), a nastro, paucisettate con ramificazione ad angolo retto (a differenza dell’angolo acuto dell’Aspergillo)
  • RMN: “Segno del turbinato nero” nella forma rinocerebrale (tessuto devitalizzato nei seni)
  • TC: Segno dell’alone inverso nella forma polmonare (opacità a vetro smerigliato circondata da un anello di consolidamento)
  • Coltura: Crescita rapida (“lid lifter”); conferma l’identificazione della specie

6.7.4 Trattamento — I Tre Pilastri

  1. Debridement chirurgico: Essenziale — spesso necessarie operazioni multiple. Non ritardare la chirurgia in attesa dei risultati colturali.
  2. Correzione delle condizioni predisponenti: Controllo glicemico, riduzione dell’immunosoppressione, sospensione della deferoxamina
  3. Terapia antifungina: Amfotericina B liposomiale 5-10 mg/kg/die (dosi più elevate per coinvolgimento SNC). Step-down a posaconazolo o isavuconazolo dopo stabilizzazione.

Durata: Prolungata; minimo fino alla risoluzione clinica e radiologica

6.7.5 Prognosi

  • Mortalità complessiva: 40-80% a seconda della forma e dell’ospite
  • Forma rinocerebrale con estensione al SNC: >80% di mortalità
  • Malattia disseminata: >90% di mortalità
  • Fattori che migliorano la sopravvivenza: diagnosi precoce, debridement chirurgico, recupero immunitario

7 Tossicità dei Farmaci Antifungini

7.1 Amfotericina B

  • Nefrotossicità: Vasocostrizione arteriolare afferente + tossicità tubulare diretta + perdita di elettroliti (K⁺, Mg²⁺). Aumento ≥2× della creatinina nel 26% dei pazienti con formulazione deossicolato vs. 10% con formulazione liposomiale.
  • Reazioni infusionali: Febbre, brividi, ipotensione. Pre-medicazione con paracetamolo e difenidramina.

7.2 Azoli

Tossicità Farmaco Maggiormente Associato
Epatotossicità Tutti gli azoli (più elevata con voriconazolo)
Prolungamento del QTc Tutti gli azoli (meno con isavuconazolo)
Disturbi visivi (fotopsia) Voriconazolo
Fototossicità / rischio di cancro cutaneo Voriconazolo (uso prolungato)
Effetti neurologici (allucinazioni) Voriconazolo
Neuropatia periferica Itraconazolo > voriconazolo
Periostite (dolore osseo da fluorosi) Voriconazolo

7.2.1 Interazioni Farmacologiche degli Azoli

Tutti gli azoli triazolici sono significativi inibitori del CYP450. Riduzioni delle dosi e/o monitoraggio dei livelli sono essenziali con immunosoppressori:

Azolo CYP Inibito Interazioni Chiave
Voriconazolo 3A4, 2C19, 2C9 Inibitori della calcineurina (↑↑), sirolimus (↑↑↑; spesso controindicato), warfarin, fenitoina
Posaconazolo 3A4 Inibitori della calcineurina (↑↑), sirolimus (↑↑↑), statine
Isavuconazolo 3A4 (moderato) Inibitori della calcineurina (↑); meno interazioni rispetto al voriconazolo
Fluconazolo 3A4, 2C9 Warfarin (↑↑), inibitori della calcineurina (↑), sulfoniluree
WarningSirolimus e Voriconazolo

Il voriconazolo aumenta drasticamente i livelli di sirolimus (spesso di 10 volte o più). Questa combinazione è generalmente evitata; se inevitabile, ridurre la dose di sirolimus di ~90% e monitorare i livelli attentamente.


8 Dosaggi di Riferimento Rapido degli Antifungini

Farmaco Dose di Carico Dose di Mantenimento Note
Fluconazolo 800 mg 400 mg/die Aggiustare per funzionalità renale
Voriconazolo 6 mg/kg IV ogni 12h × 2 4 mg/kg IV ogni 12h o 200-300 mg PO ogni 12h TDM: target 1-5 μg/mL; evitare IV nell’insufficienza renale (ciclodestrina)
Posaconazolo DR 300 mg ogni 12h × 2 300 mg/die Compresse preferite alla sospensione (migliore biodisponibilità)
Isavuconazolo 200 mg ogni 8h × 6 dosi 200 mg/die Non necessario aggiustamento per insufficienza renale/epatica
Caspofungina 70 mg 50 mg/die Aggiustare per insufficienza epatica
Micafungina 100 mg/die
Anidulafungina 200 mg 100 mg/die
Amfotericina B liposomiale 3-5 mg/kg/die (mucormicosi: 5-10 mg/kg) Monitorare funzionalità renale ed elettroliti

Questa guida allo studio è un riassunto dei materiali del corso e deve essere utilizzata insieme alle slide delle lezioni, ai capitoli completi e alle letture raccomandate disponibili sul sito del corso.